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Sarò Padre

12 Gennaio presso il Centro Giovani - Smart Lab (Viale Trento, 47/49, 38068 Rovereto TN) ore 20:45 Ingresso 8 euro

 


 

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il giardino di rose PDF Stampa E-mail


liberamente tratto da La Signorina Papillon (nel paese dei brutti sogni)

di Stefano Benni

 

E’ una favola surreale, in una collocazione spazio/temporale del tutto arbitraria, basata sul continuo incontro/scontro fra i quattro protagonisti. Scritto nel 1992, sembra lo specchio del degrado umano e culturale di un certo mondo e di un certo stile di vita che ha caratterizzato i nostri ultimi trent'anni.

La vicenda ruota attorno alla figura di Rose, ingenua sognatrice, immersa nella quotidianità del suo delizioso giardino, intenta a coltivare e disegnare rose e a collezionare farfalle. Ma il mondo bussa alla porta del magico regno, in cui Rose si è praticamente rinchiusa, sotto forma di tre “macchiette” che potrebbero trovare facile collocazione (in un cinico gioco delle parti) nella società attuale: Costantin Millet, il mediocre poeta/tuttologo che trascorre il suo tempo tra le apparizioni nei talk show televisivi; Marie Luise, paparazzata negli eventi mondani al fianco di calciatori, politici, tronisti; Armand, il caprone ignorante di cui ormai c'è l'imbarazzo della scelta, l'arrampicatore sociale, quello che compie la scalata personale non grazie all'acume e al carisma, ma al cinismo e a una buona dose di pelo sullo stomaco.  L'umanità rappresentata è "il placido defilè dell'indifferenza", è la "merda in ghingheri", società attualissima e vicina ad ognuno di noi, con  l'ipocrisia dei rapporti, l'urgenza di apparire, l'assenza di un senso dell'esistere e la vuotezza di tante parole.

Insomma un teatro provocatorio, quasi dell’assurdo, che mescola incubi e sogni, invenzione e realtà, con Rose che, chiusa nel suo giardino e nella sua ingenuità, non sa cosa le succede attorno.

Ma non siamo un po' anche noi come i fiori di Rose?  Viviamo un solo giorno e per la maggior parte del tempo ignoriamo quel che succede davvero nel mondo che ci circonda, ignavi, nel nostro curato giardino, chiusi nella campana di vetro della nostra quotidianità…

Personaggi e interpreti

 

Rose:                         Ester D’Amato

Marie Luise:              Federica Chiusole

Armand:                     Giovanni Oieni

Costantin Millet:       Marco Berlanda

 

Regia:                        Manuela Girardi

Progetto luci:            Paolo Dorigatti

 

Coerenti con il progetto laboratoriale in cui lo spettacolo è nato, la scenografia è stata realizzata utilizzando materiale di recupero (bottiglie, tappi, cartone….) e in una sorte di azione performativa, viene via via trasformata attraverso l’impatto dello spettacolo agito dagli attori stessi, come impronta della loro presenza sulla scena, in un paradossale parallelismo con la realtà del mondo dove quotidianamente viviamo, agiamo, distruggiamo sporchiamo, consumiamo……

 

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